PREFAZIONE STORICA

Benché questa manifestazione desideri abbracciare tutto il periodo del Medioevo, desideriamo ricordarne un particolare evento.

 

ANNO DOMINI 1176

Un fruscìo di foglie mosse dal vento. Tra le nubi bianche, un timido raggio di sole disegna farfalle scintillanti sulle acque del Ceresio.
Canneti ondeggianti e felci profumate sulle sue rive. Da lontano, il galoppo di un cavallo solitario. Terra di nessuno, terra di imboscate, di viandanti derubati, di desolazione. Lo sguardo vigile e vibrante di una lepre, che saltellando tra i cespugli fugge. Alto in cielo, il grido di un’aquila rapace…del resto tutto tace.
Ma non lontano da qui e vicino alla città di Legnano, l’uomo uccide il suo simile. Per ragion di possesso e potere, in nome di una Chiesa che non è madre ma dolore, in nome di un Impero, groviglio di speranze ed istituzione di legge, riflesso di un tramonto mortale.
Le cruenti spade insanguinate s’ incrociano tra i figli di questa Terra, ne trafiggono il loro petto senza amore. Bagnata la distesa è dal loro sangue e dalle lacrime di madri, a cui l’amor ha spezzato il cuore.
Signore dei Cieli, mite e misericordioso Padre, salva le nostre anime, infondi pietà e dolcezza nella nostra mente, salvaci dalla morte, dalla guerra e da ogni suo orrore.

 

LA BATTAGLIA DI LEGNANO

Oggi è difficile stabilire con precisione il luogo esatto della celebre battaglia. Una delle cronache dello scontro, gli Annali di Colonia, contiene un'informazione che indica dove probabilmente fosse il Carro. Perché nessun combattente potesse fuggire, i Lombardi "...aut vincere aut mori parati, grandi fossa suum exercitum circumdederunt...", ossia "pronti a vincere o a morire sul campo, collocarono il proprio esercito all'interno di una grande fossa". Potrebbe significare che la famosa battaglia potrebbe essere stata combattuta nei pressi di San Martino a Legnano oppure in prossimità della costa di San Giorgio, e quindi su un territorio ora appartenente anche al Comune di San Giorgio su Legnano, non essendo in altra parte del legnanese individuabile un altro avvallamento con queste caratteristiche.


Rarissima incisione tratta da una miniatura medievale inedita

La battaglia di Legnano fu combattuta il 29 maggio 1176 tra Borsano e Busto Arsizio. Fu la battaglia cruciale nella lunga guerra, con cui il Sacro Romano Impero Germanico tentava di affermare il suo potere, almeno in linea di principio, sui Comuni dell'Italia settentrionale; questi però avevano messo da parte le loro reciproche rivalità per unirsi, dando vita alla Lega Lombarda, presieduta da Papa Alessandro III. L'imperatore Federico I di Svevia, detto il Barbarossa, cercò di usare la forza per sottomettere i Comuni e fu sconfitto, perché i Lombardi fecero un eccellente uso del terreno e della cooperazione fra le diverse unità del loro esercito, contro un'armata composta quasi unicamente da cavalieri.
La battaglia di Legnano potrebbe definirsi uno scontro quasi casuale, difatti entrambi gli schieramenti, sebbene sapessero della presenza del nemico, si incontrarono senza avere il tempo di pianificare alcuna strategia.
Dopo aver ricevuto le non molte truppe di rinforzo dalla Germania, l'imperatore Federico Barbarossa, lasciate le vallate alpine, da Como aveva ripreso la marcia verso sud, diretto verso Pavia, per riunirsi con il resto del suo esercito, per poi attaccare l'esercito della Lega Lombarda.
Questi ultimi, che ne seguivano i movimenti, avanzarono velocemente per impedire la manovra di ricongiungimento. Furono le due avanguardie di fanti ad incontrarsi ed a iniziare lo scontro: 700 fanti della Lega Lombarda, in maggioranza truppe provenienti proprio da Legnano, si trovarono ad affrontare 300 fanti imperiali. La battaglia durò una ventina di minuti fino a quando l'imperatore Federico Barbarossa sopraggiunse con i suoi cavalieri e caricò i lombardi. Dapprima ebbero la meglio le truppe imperiali tedesche; la loro cavalleria pesante costrinse le prime file dell'esercito lombardo ad indietreggiare, anche in preda alla confusione, sino a che si trovano raggruppati attorno al carroccio.
L'avanzata della cavalleria tedesca, non riuscendo ad infrangere la resistenza disperata dei fanti che difendevano il centro dello schieramento lombardo, fu arrestata intorno al carroccio. Intuendo che il cuore della battaglia era ormai intorno al carroccio, Federico Barbarossa, con il coraggio che gli era abituale, si gettò nel bel mezzo della mischia, cercando di incoraggiare le sue truppe, senza apprezzabile risultato. Per giunta, l'imperatore nel fervore della battaglia venne disarcionato e sparì alla vista dei combattenti, per cui i tedeschi cominciarono a scoraggiarsi e andarono incontro ad una sconfitta totale, con perdite molto pesanti.
Dopo la battaglia i milanesi scrissero ai bolognesi una lettera, in cui tra le altre cose affermavano di avere in custodia, proprio a Milano, un grande numero di prigionieri, tra cui il duca Bertoldo, forse Bertoldo IV, duca di Zähringen), un nipote dell'imperatore ed il fratello dell'arcivescovo di Colonia.
L'imperatore ebbe grosse difficoltà a sfuggire alla cattura ed a raggiungere la fedele Pavia.


Battaglia di Legnano, Amos Cassioli (Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti)


LOTARIO RUSCA

Lotario Rusca che era il capitano delle truppe imperiali in battaglia a Legnano. Riuscì a salvare la vita dello stesso imperatore Federico I di Svevia, il Barbarossa. Si impossessò dello stendardo portato da un alfiere milanese, stendardo a strisce bianche e rosse, che era quello di Porta Comasina. L’imperatore, grato a Lotario del provvidenziale soccorso, lo ordinò CONTE DI LUGANO, LOCARNO e BELLINZONA, concedendogli di portare nell’insegna lo stendardo bianco e rosso, in ricordo di quello tolto ai milanesi, abbassato sotto il leone e sormontato dall’aquila imperiale.
Tali colori ed emblemi sono tuttora conservati nello stemma gentilizio della famiglia Rusca. Blasonatura: interzato in fascia: al 1° d’oro, all’aquila di nero, al 2° d’argento, al leone di rosso, accompagnato da tre trifogli (o foglie di rusco, comunemente conosciuto come pungitopo) in verde, al 3° bandato di rosso e bianco.


Stemma originale casato Rusca